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Diario di un reparto

Caro lettore, dopo quasi 40 giorni in un reparto di ospedale, sento la necessità di condividire cosa ho vissuto. Ebbene dopo la mia precedente esperienza dell'ospedale ero venuto con la convizione di curare le mie gambe, ma e poi mai avrei ritenuto possibile quello che sto per raccontarvi. In poco meno di venti giorni, sono entrato a far parte di un gruppo di pazienti e con loro si è ricreata una condizione che nulla aveva da invidiare al "mondo esterno". Ebbene sì anche in un reparto complesso, come quello nel quale sono stato ricoverato, ho visto visi sereni e persone che ridevano di gusto. Tante volte si è alle ricerca di eroi, di modelli a cui ispirarsi. Io li ho trovati qui in un reparto di neuroriabilitazione, persone che continuano a sorridere serene, mentre provano a contenere i danni provocati dalla malattia. Il fatto di avere tutti dei piccoli / grandi guai ci ha messi tutti sullo stesso piano e così il gruppo finita la fisioterapia ci si riuniva come p...

Cadi sette volte, rialzati otto. [Proverbio Giapponese]

Ciao a tutti, avete mai pensato al significato del verbo accettare ?? A pensarci bene accettare -ad esempio- un dono, non comporta utilizzare quest'ultimo. Ebbene quando ci si ammala , viene detto che si deve accettare la  malattia. Qui si aprono due scenari accettare quest'ultima o meno. Più semplice è rifiutarla...ma ciò serve a poco e spesso e volentieri quest'atteggiamento provoca una ulteriore caduta della forma fisica. Io dopo un rapido lavoro su me stesso ho accettato la malattia e così fra me e me dicevo, voilà è fatta! Ma vivendo la vita, mi sono accorto che (almeno per me) non è così. Immaginiamo ora di dover andare in un luogo e per andarvi abbiamo una sola strada. Se lungo il percorso troviamo un ostacolo che ci impedisce di proseguire ,abbiamo due soluzioni tornare indietro o prendere coscienza dell'imprevisto e quindi agire per proseguire nel nostro cammino. Nel mio caso,come scrivevo anche nei precedenti post, quindi accettare la malattia non e...

IN CERCA DI UNA SOLUZIONE..

Non posso negare che andare in ospedale non è il massimo ma la vita di un ospedale ti può arricchire in maniera enorme. Qui dove sono ricoverato, ahinoi, la malattia vive nelle stanze e se alcuni finito il ciclo di cure fisioterapiche escono guariti, altri hanno solo arrestato il progressivo guastarsi del corpo. Parlando con gli ammalati, tanti schemi del mondo esterno cambiano. La domanda come stai?? .. è sostituita dalla domanda perchè sei qui?? A questa domanda tutti rispondono indicando la propria malattia e poi ecco che ognuno di noi da' la propria interpretazione a cosa gli è accaduto ed il modo in cui affronta la malattia. I più si dimostrano arrabbiati, delusi dalla vita o rassegnati agli eventi per quanto accaduto e delegano a terzi (..in questa situazione ai fisioterapisti ed ai dottori) la soluzione..seguono lo stesso approccio che si può avere quando un oggetto si rompe e lo porto in un centro di riparazione.  In maniera pressochè simile chi ha questo atteg...

Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani... per reiniziare e stravolgere tutti i miei piani.. come un bel film che lascia tutti senza parole...

Certe volte, ci sono testi che mi colpiscono in maniera particolare, questa canzone la trovo semplicemnte MERAVIGLIOSA!! Eccola: Oggi ho concordato con l'ospedale di Milano di tornarvi per fare fisioterapia. Cosa dire non sono entusiasta all'idea, nonostante vada in una struttura d'eccellenza e con del personale a cui sono legato.  Ho un po' paura, paura della lontananza dalla vita quotidiana, dalle persone a me care, ma ho un obiettivo e cioè tornare a coordinare pochi passi di corsa..ce la DEVO fare!! Ne approfitto anche per farti leggere,se lo vuoi,qualche informazioni in più rispetto alla patologia dalla quale sono colpito: http://www.wlavita.org/00_tab/SLP-SLA.html . Da quando ho scoperto di avere questa malattia, è iniziata una sfida (a mio modo di vedere..meravigliosa)  tra me e la malattia stessa. Ad ogni passo (e non lo dico per dire) mi accorgo che qualcosa si è rotto, che qualcosa non va', ma io cerco di non farmi prendere dalla paura e quindi d...

366 GIORNI